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16/10/2006

Televisione personale online

La corsa all'acquisizione di portali e sistemi di intelligenza collettiva consentiti da Web 2.0 non si ferma e la tendenza alla comunicazione "partecipata" online si manifesta con sempre maggiore forza.

Nascono in Rete opportunità di integrazione attiva delle persone, fondate sulla produzione di conoscenza e sulla costruzione di identità per mezzo di essa.

Sono nuove dinamiche sociali, generate per aggregazione spontanea e casuale, che danno vita a comunità di sapere e fare. Con queste deve interagire appropriatamente chiunque opera sul mercato della politica, del lavoro, delle informazioni, dei beni materiali. Per ciò Google, Yahoo! e il consorzio IAC hanno fatto investimenti. 

E' un nuovo settore di business. Acquisendo delle aziende che costruiscono in Rete comunità di utenti attivi, quelle che comprano hanno lo scopo di possedere canali privilegiati di dialogo con esse,  per metterli  poi a disposizione degli operatori dei mercati che sapranno usarli.

"The Economist"  ha paragonato le aziende comprate alle  confortevoli poltrone   della catena di caffè Starbucks. Trovarsi a proprio agio su quelle poltrone spinge le consumazioni dei clienti. E quale ambiente è più gradevole di un portale che si chiama "YouTube" (=tu televisione) e ha per programma "Broadcast yourself" (=fatti i tuoi programmi)? "Non c'è nè estetica nè agenda del giorno. E' l'antitelevisione. E' un clip sul nostro inconscio collettivo", ha detto Sam Anderson, il critico televisivo di "Slate".

Lunedì scorso Google ha comprato YouTube, ( Milioni di video in rete per dialogare, iriospark), pagando 1.650 milioni di dollari (1.300 milioni di euro) per un'azienda che ha appena 19 mesi di vita, ma che ha 20 milioni di utenti mensilmente ed è uno dei 15 siti più frequentati al mondo.

Su YouTube tutto è gratuito e tutto si può vedere. In un'intervista alla CBS Chad Hurley, uno dei tre fondatori del sito, ha spiegato che la regola di pubblicazione dei video postati è di "lasciare che gli utenti definiscano quello che per loro è intrattenimento e che possono mandarli direttamente in visione a chiunque voglia guardarli". In questo modo gli utenti sono diventati i produttori del sito.

La selezione della notizia è fatta dalla audience. E' un capovolgimento completo del processo di newsmaking realizzato dai mass media tradizionali. Il di più della "notizia "è dato dalle considerazioni positive e dalle integrazioni ma anche dalle polemiche, dagli attacchi, dalle crisi che scatena e sono registrati nei commenti degli "spettatori".

Una rivoluzione giornalistica su cui Google ha puntato l'1% della sua capitalizzazione di borsa, convinta che c'è qui un ampio spazio per un nuovo modo di fare pubblicità personale, certamente differente dalla "customizzazione di massa".

Con l'acquisizione già avvenuta dell'esclusiva di pubblicità su MySpace, il sito prediletto da 100 milioni di giovani, Google diventa la più grande azienda del business della "televisione personale" e scavalca Yahoo! e IAC, che l'avevano preceduta su quel terreno, comprando Flickr e Ask Jeeves.

Postato da: orsola a 12:06 | link | commenti (1)
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Commenti
#1    18 Ottobre 2006 - 11:53
 
Questi fenomeni di partecipazione così ampia sono tipici di società dell' intraprendenza e del merito. In realtà più arretrate le persone non partecipano perchè sono avvezze a vedere premiati il conformismo e l' appartenenza. Qui avere opinioni ed esprimerle può essere pericoloso. Marcello Cioni
utente anonimo

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