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Stato del capitale umano in Europa
Capitale umano è un termine impiegato spesso a sproposito nella letteratura e nella pratica manageriale, ma ben chiaro agli economisti, che l'hanno coniato per indicare gli investimenti in conoscenza e formazione realizzati da un paese al fine di sviluppare l'innovazione e modernizzare l'economia.
Il Lisbon Council, un think tank internazionale con base a Bruxelles, che ha per obiettivi di definire e articolare strategie di sostegno alla competitività economica e al rinnovamento sociale dell'UE, ha pubblicato il "Policy brief, Innovation at work: the european human capital index" di Peer Ederer, che descrive un indicatore elaborato per identificare quattro aree del capitale umano e indica i percorsi attraverso i quali può contribuire al benessere degli Europei.
Il lavoro di Ederer è il risultato di una ricerca in 13 paesi dell'UE15, con esclusione della Grecia e del Lussemburgo, per carenze delle loro serie storiche di dati.
Le quattro aree possono essere distinte per modi di
- accumulazione, rilevando i costi di istruzione e formazione delle persone che lavorano e contabilizzando per livello di obsolescenza le competenze impiegate;
- utilizzo, misurando quanto dello stock di capitale umano di un paese è usato in rapporto a quello posseduto da tutta la popolazione;
- produttività, correlando al PIL il capitale umano utilizzato in un paese;
- prospettive occupazionali, stimando il numero degli occupati al 2030, tenuto conto della situazione economica attuale e delle tendenze demografiche e migratorie.
Investimenti in capitale umano dell'UE13

Va considerato inoltre che gli adulti, investono in capitale umano quando fanno il loro lavoro e che ogni nuova tecnologia, ogni nuovo mercato richiedono investimenti in competenze, per ottenere ritorni.
Anche questi altri tipi di capitale umano possono essere misurati in costi per opportunità.
Accumulazione e utilizzazione del capitale umano in UE13

Ederer dimostra che alcuni paesi sono andati incontro al disastro lasciando stagnare il loro capitale umano.
Indica che la competitività della Cina e dell'India potrà essere sostenuta se i lavoratori, i manager e i politici avranno le capacità di sviluppare valore aggiunto ai beni e ai servizi prodotti dall'Europa "in modo da generare ricchezza e da conservare il modello sociale guidato dai valori per le generazioni future".
Ritiene che la politica dovrà essere perciò focalizzata sugli investimenti in capacità e sulla realizzazione del potenziale di ogni cittadino.
Differenze di PIL pro capite 2001-2005
per accumulazione e sviluppo di capitale umano

